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General Category / Vaccini / Re: Foglietti illustrativi dei vaccini
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inserita:: Luglio 05, 2008, 01:47:49 pm
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POLIOVAX-IN Vaccino antipolio inattivato potenziato sospensione iniettabile
Composizione: Ogni dose da 1 ml contiene: Principio attivo: 40 UD* di poliovirus inattivato di tipo 1; 8 UD* di poliovirus inattivato di tipo 2; 32 UD* di poliovirus inattivato di tipo 3.
Eccipienti: 5 mg di 2-fenossietanolo; 25 µg di formaldeide, terreno 199 q.b. a 1 ml.
Titolare AIC: Chiron spa, Siena, via Fiorentina 1
Produttore: SVM, Antonie van Leeuwenhoeklaan, 3720 Al Bilthoven (OLANDA)
Indicazioni: Immunizzazione attiva contro la poliomielite. Il vaccino poliomielitico inattivato è anche raccomandato per tutti i soggetti per i quali è controindicata la vaccinazione con vaccino poliomielitico vivo attenuato di tipo Sabin: - soggetti con immunità compromessa non ancora vaccinati o parzialmente vaccinati - soggetti sintomatici o asintomatici con infezione HIV - famiglia di soggetti immunocompromessi, compresa infezione da HIV - adulti non immunizzati o parzialmente immunizzati con OPV e IPV con rischio di esposizione - adulti con rischio di esposizione alla poliomielite che sono stati regolarmente vaccinati con IPV
Controindicazioni: Ipersensibilità riconosciuta verso uno dei componenti del vaccino. Reazioni gravi conseguenti ad una vaccinazione precedente con lo stesso vaccino. L'immunizzazione deve essere rimandata nei pazienti con malattie acute febbrili. Affezioni minori (come raffreddore o infezioni delle vie aeree superiori, dermatosi, eczema e infezioni cutanee localizzate) o trattamento con farmaci (antibiotici e cortisonici a basso dosaggio per uso locale o sistemico) non costituiscono controindicazione anche temporanea alla vaccinazione. Nel vaccino potrebbero essere presenti tracce di neomicina, streptomicina e polimixina B; non somministrare Poliovax-In a soggetti allergici a questi antibiotici.
Precauzioni per l'uso: Come per tutti i vaccini iniettabili, un appropriato trattamento e controllo medico devono sempre essere prontamente disponibili nel caso di una rara reazione anafilattica conseguente alla somministrazione del vaccino.
Gravidanza e allattamento: Nell'uomo fino ad oggi i dati sono inadeguati per valutare il rischio teratogeno e feto-tossico durante la gravidanza. In gravidanza nelle pazienti ad alto rischio i possibili rischi dell'infezione devono essere valutati rispetto ai possibili rischi della vaccinazione. Il vaccino Poliovax-In può essere usato durante l'allattamento.
Effetti indesiderati: Reazioni locali: arrossamento, tumefazione, dolore, edema. In casi molto rari sono state segnalate reazioni più gravi nel sito di somministrazione e orticaria. Reazioni sistemiche: febbre, cefalea, malessere. Tali effetti sono, nella maggior parte dei casi, di lieve entità e durata. Come per tutti i prodotti biologici non è da escludere la possibilità, seppure rara, di reazioni di ipersensibilità, compresa la reazione anafilattica. Poliovax-In può essere somministrato contemporaneamente ad altri vaccini e in questo caso le reazioni sistemiche evidenziate non possono essere attribuite ad un vaccino specifico. L'eventuale comparsa di qualsiasi effetto indesiderato non descritto nel presente foglietto illustrativo, deve essere comunicata tempestivamente al medico curante o al farmacista.
Scadenza e conservazione Non utilizzare il medicinale dopo la data di scadenza riportata sulla confezione. Il vaccino POLIOVAX-IN deve essere conservato ad una temperatura di +2°C / +8°C in frigorifero. Non congelare. Proteggere dalla luce. Tenere il medicinale fuori dalla portata dei bambini.
Fonte: Ministero della Sanità il 10/1999
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General Category / Vaccini / Re: Foglietti illustrativi dei vaccini
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inserita:: Luglio 05, 2008, 01:47:12 pm
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antidifterico, antitetanico, antipertossico acellulare, antipolio inattivato e anti-haemophilus influenzae di tipo b coniugato.
Composizione: Una dose di vaccino ricostituito pari a 0,5 ml contiene: Tossoide difterico purificato non meno di 30 unità Internazionali (U.I.); tossoide tetanico purificato non meno di 40 U.I.; tossoide pertussico purificato (Ptxd) 25µg; Emoagglutinina filamentosa purificata (FHA) 25 µg; Poliovirus inattivato tipo 1 (Mahoney) 40 U di antigene D; Poliovirus inattivato tipo 2 (MEF-I) 8 U di antigene D; Poliovirus inattivato tipo 3 (Saukett) 32 U di antigene D; Polisaccaride di Haemophilus Influenzae di tipo b coniugato con la proteina del tetano 10 µg.
Eccipienti: Idrossido di alluminio 0,30 mg; Formaldeide 12,5 µg; 2-fenossietanolo 2,5 µg; Trometanolo 0,6 mg; Saccarosio 42,5 mg; Medium 199 in acqua per preparazioni iniettabili q.b. a 0,5 ml. Il vaccino può contenere tracce di glutaraldeide, tiomersale, neomicina, streptomicina e polimixina B utilizzate in fase di produzione.
Titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio: Pasteur Merieux MSD, 8 rue Jonas Salk, 69367 Lione Cedex 07 -Francia.
Rappresentata in Italia da: Pasteur Merieux MSD spa, via di Villa Troili 56, 00163 Roma.
Produttore: Pasteur Merieux Serums et Vaccines, 1541 Avenue Marcel Merieux, 69280 Marcy L'Etoile - Francia.
Controindicazioni: Il vaccino non deve essere utilizzato nei seguenti casi:
La vaccinazione deve essere rimandata in caso di febbre e di patologia in fase acuta Ipersensibilità accertata ad una o più componenti del vaccino o ai vaccini antipertossico (acellulari o a cellule intere) Encefalopatia in fase evolutiva
Precauzioni d'impiego:
Poichè ciascuna dose può contenere tracce di glutaraldeide, tiomersale, neomicina, streptomicina e polimixina B il vaccino deve essere somministrato adottando le dovute precauzioni nei bambini con ipersensibilità a questi ultimi antibiotici. In caso di reazione anafilattica conseguente alla somministrazione devono essere immediatamente disponibili trattamenti ed assistenza medica adeguati L'immunogenicità del vaccino può risultare ridotta in caso di immunodeficienza o in corso di trattamenti immunosoppressori. In questi casi si raccomanda di rimandare la vaccinazione alla fine del trattamento o dello stato di immunosoppressione. Anche se la risposta anticorpale può essere ridotta si raccomanda di vaccinare i soggetti con immunodeficienza cronica come per esempio quelli affetti da HIV Il ciclo vaccinale deve essere sospeso nei bambini che hanno in precedenza manifestato una reazione grave nell'arco delle 48 ore successive alla somministrazione di un vaccino che contenga componente pertussica come per esempio: febbre 40°C non connessa ad altre cause identificabili; pianto inconsolabile, persistente, di una durata maggiore di 3 ore; convulsioni associate o meno ad ipertermia; reazioni allergiche; episodi di ipotonia, iporesponsività.
Effetti indesiderati:
Quando Pentavac viene somministrato come vaccinazione primaria le reazioni più frequentemente riportate includono irritabilità (15,2%) e reazioni locali nel sito di iniezione come rossore (11,2%) e indurimento a 2 cm (15,1%). Tali segni e sintomi usualmente si manifestano entro le 48 re successive alla vaccinazione. Generalmente si risolvono spontaneamente senza alcuna terapia specifica. Possono manifestarsi anche altre reazioni di tipo sistemico come febbre (con temperatura superiore a 38°C), sonnolenza, alterazioni dell'alimentazione e del sonno, diarrea e vomito. Le reazioni meno comuni comprendono: arrossamento ed edema di dimensioni superiori o uguali a 5 cm in corrispondenza del sito di iniezione, febbre con temperatura superiore o uguale a 39°C e pianto prolungato, inconsolabile. La febbre maggiore o uguale a 40°C, occasionalmente associata a convulsioni, è estremamente rara. In seguito all'uso di Pentavac non sono stati riportati episodi di ipotonia-iporesponsività, ma tali episodi sono stati riportati per altri vaccini appartenenti a questo gruppo. Pertanto non si può escludere che tali reazioni possano comparire. Nell'arco delle prime ore successive alla vaccinazione sono state riportate reazioni agli arti inferiori che comprendevano edema con cianosi o porpora transitoria in seguito all'uso di vaccini che contenevano il vaccino coniugato Haemophilus Influenzae tipo b. Queste reazioni si sono risolte prontamente e spontaneamente senza sequele. Si invita il paziente a comunicare al proprio medico la comparsa di qualsiasi effetto indesiderato non descritto in questo foglietto illustrativo.
Ultima revisione del testo da parte del Ministero della Sanità: Novembre 1998.
Fonte: CLIV
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General Category / Vaccini / Foglietti illustrativi dei vaccini
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inserita:: Luglio 05, 2008, 01:46:25 pm
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Di seguito riporto il testo del foglietto illustrativo revisionato dal Ministero della Sanità il 12/10/98
POLIORAL VACCINO POLIOMELITICO VIVO ATTENUATO PER USO ORALE (SABIN)
Composizione: Sospensione acquosa, in terreno di Earle con lattalbumina 0,5% di virus poliomelitico attenuato dei tipi 1,2,3, coltivato su cellule di rene di Cercopithecus aethiops e stabilizzata con cloruso di magnesio 1M. Principi attivi: non meno di 1.000.000 TCID di tipo 1 (ceppo L Sc2), 100.000 di tipo 2 (ceppo P712), 300.000 di tipo 3 (ceppo Leon 12 a,b). Eccipienti: cloruro di magnesio mg 9,5 earginina mg 1,0 (stabilizzanti) lattalbumina non più di 0,25 mg rosso fenolo (indicatore di pH) soluzione salina tamponata q.b a 0,1 ml. Possono essere presenti tracce di kanamicina e neomicina solfato, rispettivamente in quantità non superiori a 5 ug/dose, quali residui del processo produttivo.
Forma farmaceutica e contenuto Sospensione orale (gocce).
Confezioni 1 contenitore - contagocce da 1 dose in 0,1 ml; 1 contenitore - contagocce da 10 dose in 1 ml; 1 contenitore - contagocce da 20 dose in 2 ml;
Categoria farmacoterapeutica Vaccino
Titolare A.I.C. Chiron S.p.A. - Siena - Via Fiorentina 1.
Produttore Chiron S.p.A. - Sovicille (SI), Loc. Bellaria - Rosia
Indicazioni Vaccinazione preventiva contro la poliomelite.
Controindicazioni Ipersensibilità accertata verso uno dei componenti della formulazione. La vaccinazione è controindicata nei soggetti con alterazioni dello stato immunitario (agammaglobulinemia, ipogammaglobulinemia, immunodeficienza combinata umorale o cellulo-mediata); nei soggetti affetti da leucemie, linfomi, neoplasie, patologie del sistema nervoso centrale croniche convulsivanti, nei bambini sani conviventi con persone affette da immunodeficienza. Tuttavia, secondo le raccomandazioni dell'OMS, in soggetti colpiti da infezione da HIV, sintomatica o asintomatica, la vaccinazione può essere eseguita seguendo le schedule standard. La vaccinazione è differita in casi di malattie acute febbrili , diarrea o altri disturbi intestinali; in trattamento con farmaci immunodepressori. Il verificarsi di qualsiasi reazione neurologica successiva alla vaccinazione costituisce controindicazione alla somministrazione di ulteriori dosi di vaccino.
Precauzioni Agitare energicamente il contenitore prima dell'uso. Nel caso di contenitori multi-dose, prestare attenzione ad eventuali contaminazioni tramite saliva. Usare entro 8 ore dall'apertura del contenitore-contagocce. Il vaccino non utilizzato o scaduto, i contenitorei conta-gocce, nonchè i cucchiaini eventualmente adoperatiper la somministrazionedevono essere sterilizzati prima di essere eliminati.
Interazioni Non sono state segnalate interazioni che sconsigliano la somministrazione del vaccino contemporaneamente ad altri farmaci.
Avvertenze Il vaccino contiene rosso-fenolo come indicatore di pH. Eventuali variazioni di colore (rosa, giallo, rosso) non hanno effetto sulla sua efficacia. La somministrazione di POLIORAL può essere eseguita contemporaneamente a quella dei vaccini anti-difterite, tetano, pertosse, epatite B, emofilo, BCG, e febbre gialla. E' buona norma distanziare tra lorodi almeno un mese la somministrazione dei vaccini a virus vivi; tuttavia la vaccinazione poliomelitica può essere eseguita contemporaneamente alla vaccinazione del morbillo e della rosolia senza nessuna interferenza sulle singole risposte immunitarie. Tenere il medicinale fuori dalla portata dei bambini.
Uso durante la gravidanza La vaccinazione poliomelitica non è normalmente richiesta durante la gravidanza; essa può essere talora applicata, sulla base della valutazione del medico curante, se particolari situazioni epidemiologiche lo richiedessero, non essendo stato evidenziato un particolare rischio per la donna e per il feto.
Posologia e modalità di somministrazione POLIORAL deve essere somministrato esclusivamente per via orale, eventualmente diluito in acqua o latte, oppure su una zolla di zucchero. La dose è di 2 gocce (0,1 ml).
Schedula di vaccinazione Si prevedono tre dosi di vaccino: - dopo il 60° giorno di età, nel corso del 3° mese di vita. - dopo 7-8 settimane dalla prima somministrazione. - tra il 10° e l'11° mese di vita ma non prima di 4 mesi dalla somministrazione della 2a dose. - la rivaccinazione si effettua con una 4a dose nel 3° anno di vita, ad almeno 12 mesi di distanza dall'ultima somministrazione del ciclo di base. Tale schedula è raccomandata per la vaccinazione poliomelitica dalle principali organizzazioni sanitarie internazionali; tuttavia nelle aree endemiche è opportuno somministrare una dose di vaccino subito dopo la nascita, in aggiunta a quelle previste.
Istruzioni per l'uso del contenitore contagocce L'aletta superiore che chiude il contenitore-contagocce è dotata internamente di un elemento perforatore. Al momento dell'uso, girare in senso orario l'aletta, svitare il tappo e capovolgere il contenitore, premendo per fare uscire le gocce. Durante l'operazione di distribuzione del vaccino tenere il contenitore-contagocce in posizione verticale.
Sovradosaggio Non sono stati segnalati casi di sovradosaggio
Effetti indesiderati Di norma il vaccino poliomelitico orale di Sabin non provoca reazioni locali o generali ed il rischio di complicazioni è da considerarsi minimo. Molto raramente sono stati descritti casi di malattia paralitica associati alla vaccinazione, anche in persone a diretto contatto con soggetti vaccinati (meno di un caso ogni tre milioni di dosi somministrate). Raramente possono verificarsi diarrea, esantema allergico e polineuriti. Rivolgersi al medico in caso di eventuali manifestazioni diverse da quelle segnalate.
Data di scadenza Due anni di validità se mantenuto a temperatura di -20°C o inferiori. Non utilizzare il vaccino dopo la data di scadenza indicata sulla confezione.
Conservazione Il vaccino può essere conservato per 2 anni a temperatura di -20°C o inferiori; tra i +2 e i +8 °C per 6 mesi; tra i 18 ed i 25°C per 48 ore. La data di scadenza indicata sulla confezione si riferisce al prodotto in confezione integra, conservato a -20°C. POLIORAL è un liquido limpido, ogni intorbidimento riscontrabile al momento dell'uso denota alterazione per cattiva conservazione e conseguentemente il prodotto non dev'essere usato.
Fonte: Ministero della Sanità il 12/10/98
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General Category / Vaccini / Vaccinazioni per l'epatite B
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inserita:: Luglio 05, 2008, 01:42:51 pm
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3.4 Epatite-b Tra le vaccinazioni obbligatorie più 'strane' è stata inserita qualche anno fa dal Ministro De Lorenzo l'anti-epatite B. La definiamo strana come vaccinazione perché resa obbligatoria al terzo mese l'epatite-B non è assolutamente una malattia di età infantile ma si manifesta solo nell'individuo adulto! Tenendo conto che il vaccino dà una protezione di due anni ci si domanda l'utilità di vaccinare un bambino di pochi mesi contro una malattia che potenzialmente potrebbe contrarre solo da adulto! Senza tener conto poi che l'epatite B è benigna nel 97% dei casi è comunque rara e per contrarla è necessario venire a contatto con sangue infetto... è più pericoloso vaccinare o correre il rischio (nullo) che nostro figlio contragga l'epatite-B? I rischi di chi è vaccinato (e non) Sulla vaccinazione anti-epatite B, la pratica vaccinale corrente(1) sostiene che è indispensabile, e che i rischi sono molto inferiori ai benefici. Per sostenere tali posizioni, a nostro parere distorce dati scientifici inoppugnabili, ed in particolare: 1 - non tiene conto del fatto che in Italia i nuovi casi di epatite B acuta fossero in drastica riduzione prima dell'introduzione del vaccino: basta controllare le statistiche del’Istat su questa malattia, che indicano come si passò nei bambini da 0-14 anni da 9 su 100.000 nel 1985 a 1 su 100.000 nel 1990. 2 -esalta i rischi della malattia (in questo caso dell'epatite B) usando scorrettamente dati presi da paesi con situazioni completamente diverse. In particolare, sottolinea che un possibile rischio a lungo termine dell'epatite B cronicizzata è il carcinoma del fegato (carcinoma epatocellulare = epatoma). La medicina convenzionale ne deduce quindi, che in Italia, la vaccinazione di massa è indispensabile per ridurre il rischio di questo tumore. Su questo punto, il manuale Merck afferma: (2) 'il carcinoma epatocellulare... è una importante causa di morte in certe zone dell'Africa e del Sud-est asiatico (3) dove è la più comune neoplasia maligna interna...L'incidenza del tumore va di pari passo con la prevalenza geografica dell'HBV...I carcinogeni ambientali possono anch'essi avere un certo ruolo; p. es. da parte di molti autori si ritiene che l'ingestione di cibo contaminato con le aflatossine fungine contribuisca all'alta incidenza dell'epatoma nelle regioni sub-tropicali.' Quindi: a - l'incidenza del carcinoma epatocellulare dipende dalla frequenza con cui il virus per l'epatite B è presente in una popolazione: in Italia la presenza del virus stava molto diminuendo prima della vaccinazione: quindi il rischio di questo tumore in Italia è molto inferiore che nelle zone sub-tropicali b - è assolutamente scorretto quindi prendere a prestito dati del sud-est asiatico, in cui la frequenza del virus nella popolazione è molto più alta e da questa dedurne una necessità di vaccinazione in Italia. c - oltre a ciò, si dimentica anche il ruolo delle aflatossine alimentari nell'origine del carcinoma: è noto che questo problema è tipico dei climi sub-tropicali e non dei climi mediterranei, come quello italiano. 3 - sottovalutano completamente gli effetti collaterali sempre più evidenti, di questa vaccinazione. Ogni anno in Italia vengono vaccinati per l'epatite B circa 500.000 bambini più diverse centinaia di migliaia di adolescenti; inoltre questo problema riguarda anche il personale sanitario. 4 - la medicina convenzionale afferma che il vaccino anti-epatite B è molto ben tollerato ed ha scarsi effetti collaterali sistemici, quali febbre e cefalea; da ricerche effettuate anche su Med-line, si è evidenziato un’altro panorama di effetti collaterali: il vaccino ha molti effetti collaterali, diversi dei quali gravi. 5 - La raccolta trovata in Med-line, contiene tutti gli effetti collaterali del vaccino anti-epatite B ? Questa raccolta, anche se contiene molti effetti collaterali, sicuramente è incompleta, perché: a - non sono stati effettuati studi accettabili con un gruppo di controllo sugli effetti del vaccino: di conseguenza gli effetti nocivi, sono in buona parte ancora sconosciuti ed imprevedibili. b - mancano gli studi con gruppo di controllo, che non sono stati mai stati fatti. 6 - Per avere studi molto rigorosi, occorre indagare anche su: a - azione tossicologica di tutti i componenti del vaccino. b - effetti collaterali insorti dopo la somministrazione del vaccino (effetti dopo l'immissione in commercio), e quelli a lungo termine, cioè dopo anni. Riassumendo, dobbiamo constatare che vi sono enormi lacune, sia nella conoscenza della tossicologia del vaccino, sia degli effetti collaterali insorti nel tempo: il vaccino non è stato adeguatamente studiato e viene ora sperimentato direttamente sulle persone senza nessun controllo, né gruppi di controllo: è quindi scientificamente ed eticamente inaccettabile l’affermazione.... 'che il vaccino è ben studiato e sicuro', come affermano dal Ministero della sanità, fino al medico vaccinatore ! 'National Library of Medicine' ( http://www.nlm.nih.gov:80/) si devono immettere le parole chiave: vaccination/hepatitis B/adverse reaction. Gli articoli (abstracts) originali, citati da Med-line, sono reperibili nelle maggiori biblioteche universitarie mediche. Il Physician's Desk Reference (PDR) raccoglie tutte le schede tecniche approvate dalla FDA americana dei farmaci commercializzati negli USA; Le schede dei vari vaccini, sono fornite normalmente e direttamete dalle ditte produttrici, nel caso dell'Engerix-B, dalla SmithKline Beecham - Milano Come è stato creato il vaccino. L'OMS (l'Organizzazione Mondiale della Sanità) raccomanda che il vaccino per l'epatite B (HB) venga incluso nel programma di vaccinazione per neonati o bambini in tutto il mondo. In Italia il vaccino è obbligatorio. Quello di cui nessuno parla è come è stato creato il vecchio vaccino. Nessuna produzione di vaccini è simpatica (per esempio la produzione del vaccino della pertosse utilizza il muco di bambini infetti, quella del tifo usa gli escrementi delle vittime e la rosolia viene coltivata in feti abortiti), ma questa è una delle poche che derivano direttamente dal sangue umano, in particolare, i prodotti del sangue di persone omosessuali cha avevano contratto l'epatite. Il vaccino è stato rimpiazzato negli anni'90 da una versione ottenuta tramite l'ingegneria genetica o versione a 'DNA ricombinante', che viene coltivata in cellule di funghi unicellulari. Comunque i primi vaccini derivati dal plasma non sono mai stati ritirati dal mercato. Perciò fino a poco tempo fa, chiunque si fosse vaccinato per l'epatite avrebbe potuto ricevere un vaccino derivato da sangue umano. In un rapporto della Nuova Zelanda si parla dopo una immunizzazione di massa di eventi avversi quali: letargia e malessere, diarrea, asma, svenimenti, artrite, pallore, calo della pressione. (Tratto da Ciò che i dottori non dicono: la verità sui pericoli della medicina moderna di Lynne McTaggart Macroedizioni Fonte: http://www.comilva.org/default.asp?NumPag=667
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General Category / Vaccini / Re: TERAPIA OMEOPATICA ANTIDOTANTE GLI EFFETTI DANNOSI DEI VACCINI
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inserita:: Luglio 03, 2008, 11:42:20 pm
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Perdonami Criss nella fretta di postare non ho visto che c'erano prescrizioni mediche Benchè seguo un protocollo per mio figlio omeopatico ed omotossicologico sono d'accordo sul fatto che le posologie non devono essere copiate ma rivolgersi assolutamente e principalmente a persone esperte visto che sono solo un genitore e non un medico e i forum devono servire solo ed esclusivamente per informarsi e valutare col proprio medico che percorso seguire Scusami ancora Criss farò più attenzione  Un bacio Amelia
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General Category / IPERSENSIBILITA' - ALLERGIE - INTOLLERANZE / Che cos'è l'allergia?
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inserita:: Luglio 03, 2008, 11:33:53 pm
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L'Allergia è una malattia del sistema immunitario caratterizzata da reazioni eccessive portate da particolari anticorpi (reagine o IgE) nei confronti di sostanze abitualmente innocue come ad esempio pollini.
Caratteristiche principali sono la specificità e la velocità.
Specificità: essendo dovuta a reazione di un tipo di anticorpi la malattia si manifesta esclusivamente in presenza della sostanza verso la quale è diretto l'anticorpo. Sostanze dello stesso genere (esempio pollini) ma di diversa struttura molecolare (es pollini di 2 famiglie diverse) generano allergie diverse. In sintesi un paziente con una allergia verso un certo polline non ha sintomi se a contatto con pollini di altre famiglie e strutturalmente diversi.
Velocità: la reazione allergica è per definizione immediata. Dal momento del contatto con la sostanza allergizzante al momento della manifestazione dei sintomi intercorrono da 5 a 30 minuti (mediamente 15 minuti).
L'allergia è una malattia ereditaria. Non si eredita però la specifica sostanza, bensì la generica predisposizione. In altre parole un genitore allergico a pollini potrà avere figli allergici ad acari e nipoti allergici a pelo animale, e così via.
Fattori che favoriscono il manifestarsi della allergia sono molteplici. Fra questi si possono ricordare: l'inquinamento atmosferico (particelle diesel), le infezioni virali nella prima infanzia, l'uso ripetuto di antibiotici nella prima infanzia, l'allattamento artificiale. Naturalmente questi ed altri fattori precipitanti non sono in grado di far insorgere allergia se il paziente non ha la predisposizione genetica.
Una recente diffusa teoria "Hygiene Hypothesis" indica nell'eccesso di igiene una delle cause precipitanti l'allergia. È dimostrato infatti che un ambiente eccessivamente "sterilizzato" non è salutare per il sistema immunitario che diviene più prono allo sviluppo di allergie. Fra le varie osservazioni che avallano tale ipotesi si è rilevato che bambini che vivono in ambiente rurale o che hanno un gatto in casa (dimostrato nei primi due anni di vita), la probabilità di allergia si riduce in modo significativo Le allergie sono caratterizzate da una risposta infiammatoria agli allergeni; locale o sistemica. I sintomi locali tipici sono:
Naso: rigonfiamento delle mucose nasali starnuti e scolo liquido (rinite allergica). Occhi: arrossamento e prurito della congiuntiva (congiuntivite allergica). Quasi costantemente è un fenomeno di accompagnamento della rinite allergica. Vie aeree inferiori: irritazione, broncocostrizione, attacchi d'asma. Pelle: dermatite allergica come eczemi, orticaria, neurodermite (parzialmente) e dermatite da contatto. La risposta allergica sistemica è detta anche "anafilassi": a seconda del livello di severità, può causare reazioni cutanee, broncocostrizione, edema, shock anafilattico con seguente ipotensione, coma e, come estrema conseguenza, morte Gli anticorpi responsabili delle reazioni allergiche si chiamano "reagine" o più correntemente "IgE". Sono abitualmente presenti in tutti gli individui. Il dosaggio nel sangue si esegue con un esame chiamato PRIST (Paper Radio Immuno Sorbent Test). Un livello elevato di IgE nel sangue orienta verso allergia ma può essere trovato anche in soggetti che non sono allergici. Il test principale per la diagnosi di allergia è il test cutaneo "prick-test". Con tale indagine si fa entrare in contatto una minima quantità di allergene con la cute lievemente scarnificata del Paziente. Se il Paziente ha anticorpi IgE attivi contro un determinato allergene si osserverà una reazione di gonfiore localizzato con prurito (ponfo) in corrispondenza della sostanza cui è allergico il Paziente. Altre indagini utlilizzate sono il RAST (Radio Allergo Sorbent Test) che cerca la IgE direttamente nel sangue. Il test di scatenamento d'organo in cui si provoca sperimentalmente la allergia esponendo il Paziente al sospetto allergene è abitualmente utilizzato per la diagnosi di rinite e congiuntivite allergiche.
Bibliografia
Lieberman Phil-Anderson John A.: Malattie allergiche. Diagnosi e terapia; MASSON 2001 Larsen Adams: Dermatite da contatto - Atlante; Micarelli 1994 Maurizi: Le riniti allergiche e vasomotorie; Mediserve Lambiase Alessandro-Sgrulletta Roberto-Ghinelli Emiliano: Congiuntiviti Allergiche: Diagnosi e trattamento (LE); Fabiano 2000 Lombardi Carlo-Passalacqua Giovanni: Asma Bronchiale allergico; Mattioli 1885, 2002 De Luca Luciana: Allergia alimentare. Acquisizioni scientifiche, aspetti clinici, riflessi (L') sociali; Florio 1991 Lotti Torello Orticaria. Nuovi concetti e nuove terapie (L'); UTET DIV. periodici Scie 2001
Fonte: Wikipedia
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General Category / Alimentazione, cibi contaminati da sostanze, controlli, ecc. / SICUREZZA ALIMENTARE. Celiachia: individuate nuove tecniche per rilevare il glut
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inserita:: Luglio 03, 2008, 04:53:25 pm
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SICUREZZA ALIMENTARE. Celiachia: individuate nuove tecniche per rilevare il glutine 05/10/2007 - 16:11 Il Centro Nazionale di Ricerca di Napoli ha individuato delle tecniche innovative che ridurranno sensibilmente i rischi di salute dei celiaci. Grazie al test di spettroscopia sarà possibile rilevare la presenza di glutine presente nei cibi freschi, pre-confezionati e surgelati ma anche nei medicinali e persino sulla colla di buste e francobolli. L'innovativa metodologia, basata sulla spettroscopia di fluorescenza di correlazione (Fcs), è stata messa a punto da un team di ricercatori, coordinato da Sabato D'Auria, dell'Istituto di biochimica delle proteine (Ibp) del Consiglio nazionale delle ricerche di Napoli. "Il glutine si trova principalmente nei cibi ma può "nascondersi" anche in altri prodotti di uso comune, come adesivi di buste e francobolli, medicinali e vitamine" - spiega Sabato D'Auria - "e l'ingestione, anche di esigue quantità, può provocare nei pazienti celiaci disagi a diversi livelli". Ma da cosa è causata la celiachia? Sostanzialmente da una risposta "sbagliata" che il nostro sistema immunitario attua nei confronti del glutine che il soggetto intollerante tratta come fosse un agente infettivo verso cui l'intestino tenue risponde con una reazione immunitaria che ne causa il suo danneggiamento e la conseguente inabilità ad assorbire altri nutrienti dal cibo.Sul mercato alimentare di Stati Uniti ed Europa sono già disponibili prodotti senza glutine. "Ma l'informazione commerciale potrebbe essere ingannevole - precisa D'Auria - ad esempio una pizza o un prodotto cosmetico etichettati senza glutine potrebbero contenerne bassissime quantità senza che i produttori ne siano a conoscenza, vista la bassa sensibilità dei test attualmente utilizzati. Il nostro metodo, quindi, si presenta di notevole aiuto ai fornitori, che lo potrebbero incorporare direttamente nelle loro linee di produzione". I risultati ottenuti con la nuova tecnica presentano una sensibilità di rilevazione pari a 0.006 parti per milione (ppm) di gliadine, principali proteine responsabili della celiachia, rispetto alle 32 ppm degli attuali metodi reperibili in commercio. La metodologia adottata dai ricercatori è stata quella di isolare gli anticorpi da uno speciale gruppo di topi cresciuti per parecchie generazioni con una dieta priva di glutine. "Esposti per la prima volta al glutine, i topi hanno prodotto immunoglobuline (IgG), con maggiori specificità per le gliadine rispetto a quelle prodotte da topi alimentati con una dieta normale", spiega D'Auria. "Successivamente, un campione di cibo è stato sciolto in un cocktail di enzimi, miscelata con una soluzione concentrata di gliadine marcate con una molecola fluorescente. Abbiamo poi aggiunto alla mistura le IgG isolate dal ceppo di topi selezionato". Il saggio con FCS non è stato il primo metodo di rivelazione del glutine messo a punto dal Cnr di Napoli. "In precedenza - conclude D'Auria - "eravamo riusciti ad isolare una proteina ricombinante ed utilizzarla come sonda specifica per rilevare il glutine, senza però ottenere gli attuali risultati". Considerevole il lavoro svolto dai ricercatori di Napoli che prosegue ancora e che si è posto l'obiettivo di miniaturizzare il saggio FCS per renderlo più semplice e dunque utilizzabile anche da persone non specializzate come i pazienti stessi. 2007 - redattore: EI www.helpconsumatori.it
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General Category / Alimentazione, cibi contaminati da sostanze, controlli, ecc. / Pesticidi nella frutta dell’Europarlamento
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inserita:: Luglio 03, 2008, 04:51:08 pm
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Rilevati campioni con residui chimici superiori ai limiti di legge. Le analisi del Pesticide Action Network a Bruxelles, alla vigilia del voto sul regolamento di autorizzazione di queste sostanze nocive. Un sito sul tema. Pubblicità Frutta contaminata anche sulla tavola degli…europarlamentari. In 3 degli 8 campioni di frutta europea, prelevati dai banchi del supermarket interno al Parlamento europeo e analizzati dal Pesticide Action Network, è stata rilevata la presenza di residui chimici superiori ai limiti di legge. In tutti gli 8 campioni inoltre sono stati osservati residui di sostanze chimiche. Per l’esattezza 28 pesticidi diversi, di cui 10 sostanze cancerogene, 3 neurotossine, 3 tossine dello sviluppo e 8 potenziali distruttori endocrini. Uno dei 5 frutti “nei limiti” è risultato contaminato dai residui di ben 14 sostanze chimiche diverse. Con questi dati il Pesticide Action Network, del quale è membro anche Legambiente, ha inteso lanciare un monito al Parlamento europeo a pochi giorni dal voto sulla direttiva quadro e sul regolamento di autorizzazione dei pesticidi. “Il nostro campionamento è ristretto ma il risultato molto significativo – commenta Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente -. La frutta analizzata conteneva sostanze che non dovrebbero entrare nella catena alimentare europea e vogliamo richiamare l’attenzione di Bruxelles su questa questione, che attiene direttamente alla salute dei cittadini. Chiediamo al Parlamento europeo di ridurre l’uso di pesticidi in agricoltura e di vietare l’uso di quelli pericolosi”. http://www.puntosicuro.it/italian/index.php?sViewMag=articolo&iIdArticolo=7389&iStartMag=0
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General Category / Alimentazione, cibi contaminati da sostanze, controlli, ecc. / Insidie alimentari
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inserita:: Luglio 03, 2008, 04:48:19 pm
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Uno studio pubblicato su “Lancet” attribuisce la sindrome da iperattività infantile all’uso di coloranti artificiali nei cibi. Ma tra le cause potrebbe esserci anche l’inquinamento/ Tranquillità chimica di GIULIANA LOMAZZI Il problema della sindrome da iperattività infantile, attribuita di volta in volta alle cause più disparate, è di nuovo balzato agli onori della cronaca. Questa volta le accuse ricadono sull’uso eccessivo di coloranti negli alimenti. A puntare il dito contro gli additivi artificiali è una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Lancet. Secondo lo studio, la sindrome da deficit di attenzione e iperattività infantile (nota con l’acronimo Adhd) sarebbe da imputare proprio ai coloranti. L’esperimento condotto da un gruppo di ricercatori dell’università di Southampton ha rivelato che il loro consumo abituale è associato a un aumento dell’iperattività nei bambini di 3 e 8-9 anni. Ma c’è chi pensa che fermarsi alla correlazione con la presenza di sostanze chimiche nei cibi possa essere riduttivo. Come Luciano Pecchiai, primario patologo dell’ospedale dei bambini “Vittore Buzzi” e direttore del centro di Eubiotica umana di Milano. «Non si tratta soltanto di una questione alimentare» spiega il professore, che fra le cause dell’Adhd inserisce anche l’abitudine di guardare per troppe ore al giorno la tv. I bambini si abituano a un linguaggio fatto di immagini e per loro le lezioni diventano difficili perché faticano a prestare attenzione alle parole. Ma non è tutto. «Indubbiamente tutti i prodotti chimici, dal campo agronomico agli additivi del sistema alimentare – aggiunge Pecchiai – influiscono sulla crisi eccito-motoria e sull’incapacità di saper fissare l’attenzione nell’apprendimento. Ma su queste problematiche influiscono anche l’inquinamento ambientale e soprattutto quello da elettrosmog». Sul banco degli imputati salgono così anche lo smog e le polveri sottili, accompagnati da fili dell’alta tensione, onde dei cellulari, microonde, computer e tutto quanto è in grado di generare campi elettromagnetici. Forme di inquinamento che, secondo il professore, sono anche capaci di abbassare le difese immunitarie. Che fare dunque per rimediare almeno in parte alle minacce che gravano sui nostri bambini? Pecchiai, antesignano dell’alimentazione e della medicina naturali (già negli anni Sessanta raccomandava l’uso di pane integrale e prodotti biologici), non ha dubbi sul valore da attribuire alla dieta: alimenti freschi, vivi e crudi, prima di tutto. Servirebbe poi un ambiente più sano, cosa non certo facile da ottenere. Il professore consiglia di contrastare i campi elettromagnetici artificiali dotandosi di un anionizzatore. L’apparecchio, da utilizzare nella zona notte della casa, emette ioni negativi che contrastano l’attività nociva di quelli positivi prodotti dai campi elettromagnetici. Così le difese immunitarie possono risultare rafforzate e l’organismo è in grado di reagire meglio alle minacce dell’ambiente circostante. Anche se sull’Adhd non è stata detta ancora l’ultima parola, è evidente che non è possibile cercare un unico responsabile. È perciò importante porre attenzione a tutte le potenziali minacce provenienti dall’ambiente esterno e dalla dieta, ma certamente non è auspicabile ricorrere agli psicofarmaci. 10 gennaio 2008 http://www.lanuovaecologia.it/vivere_meglio/salute/8868.php
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General Category / PREVENZIONE E RIMEDI NATURALI / Olio Extravergine Oliva Alleato Contro Malattie Degenerative
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inserita:: Luglio 03, 2008, 04:47:34 pm
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Roma, 18 gen. (Adnkronos Salute) - E' ricco di polifenoli, antiossidanti naturali che combattono l'invecchiamento delle cellule. E aiuta a prevenire, di conseguenza, osteoporosi e altre malattie degenerative, compreso il temutissimo cancro. L'ennesima conferma che riconosce all'olio extravergine d'oliva il merito di essere un innegabile toccasana della salute arriva dalla Spagna, dove uno studio guidato dall'università di Granada ne ha evidenziato le proprietà benefiche.
In particolare, passando in rassegna 15 diverse tipologie di olio extravergine, i ricercatori hanno dimostrato come questo prodotto, indiscusso principe della dieta mediterranea, sia estremamente ricco di polifenoli. "E queste sostanze - assicurano Alberto Fernandez Gutierrez e Antonio Segura Carretero, a capo della ricerca - aiutano a combattere gli ossidanti che innescano la malattie degenerative".
Prima di realizzare la 'caratterizzazione' dell'olio extravergine d'oliva, l'equipe di Granada aveva già effettuato studi analoghi su miele, birra e propoli.
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