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General Category => NOTIZIE E CURIOSITA' SU... => Salute e Ambiente, Lavoro, ecc. => Discussione aperta da: cristiana - Luglio 22, 2008, 11:39:15 pm



Titolo: Nube al mercurio minaccia la capitale d'Europa
Inserito da: cristiana - Luglio 22, 2008, 11:39:15 pm
Post del 25/01/08

Da due giorni una concentrazione anomala è nell'aria di Bruxelles. Numerose le cause, le persone, almeno per ora non corrono rischi.

(http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/admin/immagine.asp?ID_blog=197&ID_file=199)

Cinquanta nanogrammi di mercurio nei cieli di Bruxelles, dieci volte di più del valore normale.
«E' una percentuale alta - spiega Olivier Brasseur di Celine, l'Agenzia interregionale per l'Ambiente - la teniamo sotto controllo, ma non è il caso di allarmarsi, rassicura. Il pericolo cresce - spiega - se il valore «si avvicina ad un microgrammo per metro cubo». Sarà così, ma nella Bruxelles di eurocrati e cittadini da due giorni non si parla d'altro.

Sono due notti che la Cellula interregionale per l'ambiente della capitale belga registra valori anomali, di gran lunga superiori alla forbice 2-6 nanogrammi considerata la normale concentrazione di mercurio nell'aria. Anche se tra martedì e mercoledì i valori sono diminuiti - merito del vento e della pioggia caduta su Bruxelles - tutti si chiedono le cause della nube, concentrata principalmente nella zona sud della città. E soprattutto gli effetti.

Diverse le ipotesi avanzate dagli esperti, che puntano timidamente il dito contro gli inceneritori di Drogenbos e di Virginal. Ma c'è anche chi ipotizza che il responsabile sia un'industria chimica, dove c'è stato un incendio(mai denunciato) pochi giorni fa.
«Troveremo al più presto i responsabili - garantisce Brasseur - cerchiamo di limitare i danni». Già, perchè se il metallo dovesse  posarsi sul suolo - nota la cellula di osservazione - ed entrare in qualche modo nella catena alimentare, i cittadini potrebbero avere problemi al sistema nervoso o all'attività cerebrale. Un problema che, per ora, corriamo solo se ci abbuffiamo di sushi di tonno.

Fonte: lastampa.it