03/11/10 Cliccando sul titolo è possibile leggere intervista e commenti direttamente sul sito della testata
Intervista al Presidente dell’ANDI, Prada,
su amalgame dentali (http://news.liberoreporter.eu/?p=5675)
In seguito alle dichiarazioni, rilasciateci dal Dottor Ottaviano Tapparo (ATTENTI ALLE OTTURAZIONI DENTALI AL MERCURIO (http://www.liberoreporter.it/NUKE/news.asp?id=5098)), sulla pericolosità delle amalgame dentali al mercurio, abbiamo intervistato il Presidente Nazionale ANDI Gianfranco Prada: “Il legame fra otturazioni dentarie in amalgama d’argento e patologie sistemiche deve ancora essere provato”.
Secondo lei le otturazioni in amalgama di mercurio sono davvero pericolose tanto quanto le sigarette? Perché?
La circostanza di una diretta correlazione fra fumo di sigaretta e cancro polmonare è un dato certo ed assodato. È stato dimostrato che un uomo dell'età di 35 anni, che fuma 25 o più sigarette al giorno, ha un rischio di morire di cancro del polmone prima dei 75 anni pari al 13 per cento.
Un qualsiasi e stretto legame fra otturazioni dentarie eseguite in amalgama d’argento (amalgama significa una lega contenente mercurio e uno o più metalli ; in odontoiatria il principale componente per amalgami dentali è l’argento, per cui si parla di amalgama di argento) e patologie sistemiche deve ancora essere scientificamente provata, anche se è bene prudenzialmente fare una valutazione preliminare sul singolo paziente prima dell’utilizzo.
L’amalgama può considerarsi sicura per donne in gravidanza o allattamento? E per il feto?
Il Ministero della Salute ha deliberato alcune precauzioni all’uso dell’amalgama di argento con un Decreto del 2001, in particolare ha stabilito che è bene “evitare per prudenza la posa e la rimozione dell'amalgama in pazienti con allergia per l'amalgama, gravidanza, allattamento, bambini sotto i sei anni d'età, pazienti con gravi nefropatie”. Queste indicazioni sono regolarmente applicate dagli odontoiatri italiani.
Esiste davvero secondo lei una relazione tra sclerosi multipla e otturazioni in amalgama di mercurio?
Nessuno studio scientificamente validato ha provato la correlazione certa fra sclerosi multipla e otturazioni in amalgama d’argento.
Alcuni lettori ci hanno scritto dicendoci di essere in corso di guarigione dopo la rimozione delle amalgame dentali che avevano in bocca. Cosa si sente di dire a tutti questi pazienti e a tutte le associazioni, organizzazioni e gruppi “anti amalgama”?
Nutro il massimo rispetto per le esperienze di questi pazienti e sono felice per il fatto che dichiarino di sentirsi meglio dopo la rimozione delle otturazioni, ma comunque invito ad avere grande prudenza rispetto alla correlazione fra le guarigioni dichiarate e le cause iniziali.
Il 19 febbraio 2009 i ministri dell'ambiente delle Nazioni Unite a Nairobi hanno concordato il divieto di utilizzare il mercurio. L’OMS nel 2003 ha dichiarato che le otturazioni in amalgama sono la fonte principale di mercurio. Perché ,secondo lei, in Italia non si arriva a vietare l’amalgama cosi come è successo in Svezia?
Il problema della tutela ambientale deve vederci tutti in prima linea e negli studi odontoiatrici italiani gli scarti dell’amalgama vengono raccolti e smaltiti attraverso un rigido sistema di smaltimento. La logica della legge emessa in Svezia è però principalmente legata alla locale diffusa pratica di cremazione dei cadaveri, con diffusione nell’ambiente dei vapori e dei residui metallici.
Secondo alcuni studi, le otturazioni in resina diventerebbero con gli anni meno stabili e porose. Tutto ciò favorirebbe la carie e altre reazioni infiammatorie. Inoltre esse conterrebbero una molecola chiamata bisfenolo A, che avrebbe un effetto simile all’estrogeno generando squilibrio ormonale e indebolimento nell’assunzione di contraccettivi ormonali. Le plastiche non indurite inoltre cederebbero al corpo, nei diversi anni, dei componenti di solventi. E’ d’accordo? Che cosa può dirci a riguardo?
Non esiste un materiale che messo a contatto con il corpo umano non interagisca con esso: è questo anche il caso dei materiali compositi oggi utilizzati per motivi estetici al posto dell’amalgama di argento per il riempimento di cavità dentarie.
Il fenomeno della modifica volumetrica dei materiali compositi è ben noto in odontoiatria: tuttavia la profonda conoscenza di tale situazione ha consentito l’adozione di tecniche di posizionamento dei materiali compositi secondo metodiche di stratificazione utili a compensare il fenomeno della contrazione fino a ridurla notevolmente. Per ottenere ciò il dentista utilizza materiali compositi di ultima generazione, induriti tramite foto attivazione ottenuta con l’ausilio di lampade ad elevata potenza di emissione di luce che consentono la conversione del composito alla forma e alla stabilità del materiale finale.
Per ciò che riguarda l’interazione fra Bisfenolo A e squilibrio ormonale o ridotta efficacia dei contraccettivi orali non c’è alcuna evidenza scientifica in merito.
Cosa si sente di consigliare a tutti i nostri lettori?
Di confrontarsi col proprio dentista e chiarire con lui qualsiasi eventuale dubbio: ogni professionista odontoiatra italiano è perfettamente consapevole dei rischi che sono legati a specifici percorsi terapeutici e alla scelta del materiale da utilizzare; inoltre è in grado di adottare tutte le procedure terapeutiche per evitare al singolo paziente ogni pericolo e fornire la migliore cura possibile.
Giorgio Mammoliti-LiberoReporter Scienza&Ricerca